OneOpenDay
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OneOpenDay 2011

 

 

Sabato 28/05/2011 si è tenuto l'incontro

OneOpenDay2011

dalle ore 16:00 alle 18:00 c/o Centro Anziani p.zza L.da Vinci Villa Rosa di Martinsicuro (TE) si è discusso di Facebook. Ecco un'estratto del talk:

OneOpenDay 2011, 28/05/2011

 

Buon pomeriggio, e benvenuti.

Questa è la 3° edizione del OneOpenDay, per chi si fosse perso gli altri incontri, vi ricordo che sul sito www.oneopenday.openfranchising.info, ci sono tutti gli estratti delle precedenti edizioni. Il tema trattato negli anni scorsi riguardava l' open source, quest'anno invece l'argomento che affronteremo insieme è : Angeli e Demoni di Facebook, cioè: può un Social Network cambiare la nostra vita?

In particolar modo ci soffermeremo sul modo in cui questo Social Network tratta i nostri dati personali e il materiale che ci inseriamo, che riguarda noi, i nostri figli e i nostri amici.

Quest'anno l'argomento del OneOpenDay doveva essere incentrato sui Browser, in particolare doveva risuonare l'eco della presentazione di Firefox 4 avvenuta poco tempo fa. Ma mentre preparavo il talk mi sono posto una domanda: ma se un mio compagno diventa mio “nemico” basterà cancellarlo dalla lista dei miei amici di Facebook ? Questo interrogativo mi ha spinto a rivalutare tutto il progetto che stavo preparando e mi ha portato alla conclusione di dover parlare, invece, di questo scottante argomento che è Facebook. Già in molti si sono mossi a tal proposito e probabilmente già conoscerete la questione relativa alla gestione dei dati sensibili da parte di questo social network. Oggi approfondiremo questo argomento cercando di entrare nei dettagli della vita quotidiana e di come questi dati siano importanti per noi e soprattutto per i nostri figli.

Oggi, non abbiamo intenzione di demonizzare nessuno, anzi inizieremo a parlare delle cose positive di questo strumento della rete e di come possiamo gestirlo in maniera corretta, poi passeremo alla parte più interessante cioè come proteggerci da questo strumento fantastico che è la rete.

Prima di iniziare vorrei sapere chi di voi è già iscritto a Facebook, e chi di voi ha letto il “contratto di iscrizione”. Bene allora per coloro che non lo hanno fatto iniziamo con una breve panoramica di una parte di quello che avete sottoscritto. Potete visionare il PDF scaricabile da qui, nel quale ho evidenziato solo alcuni dei punti salienti che saranno affrontati.

 

Nel punto 2

 

Condivisione dei contenuti e delle informazioni” si dice che “L'utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook”

 

Questa affermazione, che a prima vista non desta sospetti, è molto importante poiché Facebook presuppone che i contenuti che voi inserite siano di vostra proprietà. Quindi se inserite contenuti che non sono di vostra proprietà state trasgredendo il vincolo di contratto, ma praticamente ogni volta che condividete un contenuto ne diventate proprietari e non essendo di vostra proprietà ve ne appropriate la paternità trasgredendo i vincoli del contratto. Naturalmente questa è una mia interpretazione personale, ma già dal primo punto si capisce che la società si mette a riparo da qualsiasi violazione di diritti di proprietà intellettuale.

 

 

Nel punto 2.1

 

Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video ("Contenuti IP"), l'utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e delle applicazioni: l'utente fornisce a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sotto-licenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, che consente l'utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook ("Licenza IP"). La Licenza IP termina nel momento in cui l'utente elimina i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi..”

 

Facebook si attribuisce automaticamente una licenza libera da royality, valida in tutto il mondo e trasferibile, fino alla completa sparizione dei contenuti dal circuito di Facebook, ciò implica che una foto da me condivisa con 100 amici rimarrà in licenza di utilizzo a Facebook anche se io disattivo il mio account finché tutti i miei amici non cancelleranno la foto o il commento o il tag etc. sulla foto o contenuto. Il fatto poi che la licenza sia trasferibile vuole dire che se Facebook decidesse di vendere parte della società ad un giornale o una televisione queste foto e questi contenuti possono essere sfruttati dalla testa giornalistica in quanto già autorizzata da voi al momento della sottoscrizione del contratto di utilizzo della piattaforma.

 

 

Nel punto 2.2

 

... è possibile che i contenuti rimossi vengano conservati come copie di backup”

 

Più che possibile direi che è certo, ciò significa che quando decidiamo di rimuovere una foto, Facebook ne ha una copia e chissà per quanto tempo la conserverà, e cosa ne farà, sapendo che non ci è gradita visto che l'abbiamo eliminata.

 

 

 

Nel punto 2.4

 

Quando l'utente pubblica contenuti o informazioni usando l'impostazione "tutti", concede a tutti, anche alle persone che non sono iscritte a Facebook, di accedere e usare tali informazioni e di associarle al suo profilo (ovvero al suo nome e alla sua immagine)...”

 

Concedere a tutti, anche alla persone che non sono iscritte a Facebook, di associare un contenuto al nostro profilo significa che un giorno non molto lontano (già esiste qualcosa del genere : vedi 123people) con un motore di ricerca ad hoc posso accedere a commenti e argomenti e associarli a un gruppo di persone solo perché ho fatto clic su mi piace oppure ho condiviso un link.

 

 

 

Nel punto 4.5

 

Non usare Facebook se non ha raggiunto i 13 anni.”

 

Esplicitamente viene vietato l'utilizzo di Facebook ai minori di 13 anni.

 

 

Nel punto 5.1

 

È vietato pubblicare o eseguire azioni su Facebook che violino i diritti di terzi o violino in altro modo la legge.”

 

A tal proposito vorrei ricordare cosa dice la legge italiana riguardo la pubblicazione di foto :

 

Per pubblicare l’immagine di una persona non famosa occorre la sua autorizzazione (art. 96 legge 633/41).”

 

Se avete pubblicato una foto di vostra sorella o di un vostro amico caro, sperate che un giorno non decida di farvi causa poiché sicuramente sareste accusati di

aver pubblicato una foto senza autorizzazione, a meno che non vi fate firmare una liberatoria dal soggetto ritratto, ogni volta che postate una foto, dove non ci siete solo voi.

Questi sono solo alcuni punti del contratto, ma vi assicuro che molti altri sono ancora più ambigui e subdoli, tutti finalizzati alla salvaguardia della società e mai a proteggere i dati dei propri clienti.

Superato l'aspetto più critico di Facebook che riguarda appunto il contratto vorrei spendere alcune parole sulla storia di questo social network e dell'uso che oggi se ne fa.

 

Iniziamo con un po di storia, ( 2004 ) agli albori, era FaceMash bloccato perché l’Università di Harvard, che il giovane Mark Zuckerberg frequentava, ritenne che l'applicazione web violava la privacy delle persone. FaceMash prevedeva infatti il caricamento di foto di studenti e la possibilità di votarle. Dalle ceneri di FaceMash nacque Facebook che aveva come obbiettivo iniziale quello di catalogare gli album annuali degli studenti. Le diverse fonti su internet parlano di libro delle facce digitalizzato, un libro che veniva distribuito all'inizio dell'anno con le foto dei nuovi studenti arrivati, altre fonti parlano degli annuari cioè dei libri che venivano stampati alla fine di ogni anno, messo a disposizione sul web. La cultura statunitense dei “libri delle facce”, non esiste però nei paesi oltre oceano, per questo Facebook prende in Europa, e nel resto del mondo, tutt'altro aspetto fino a diventare quello che è oggi.

In tutto il mondo oggi si usa con grande facilità questo strumento, ma ci siamo mai posti questa domanda:

 

Perché è GRATIS e lo sarà sempre??

 

Tenere in piedi un sistema come Facebook costa molti soldi, ma come è possibile che sia e sarà sempre gratis? Basta dare un'occhiata ai punti in rosso che ho inserito in queste slide. Quei punti sono quelli sensibili che fanno guadagnare soldi a Facebook. Le applicazioni, la pubblicità e persino il suggerimento degli altri utenti sono monetizzabili in questo sito. Gli acquirenti di spazi pubblicitari non hanno mai avuto una possibilità come questa di fare pubblicità mirata. Facebook permette di scegliere la fascia di età a cui rivolgersi, le preferenze sessuali, il luogo preciso dove inviare la pubblicità. E di questo che si nutre Facebook, dei nostri clic per farsi un profilo preciso di noi e rivenderlo a chi ha bisogno di fare pubblicità. I vari “mi piace”, “condividi”, “commenta” non sono altro che indici di gradimento che la società di Paolo Alto registra nei suoi database per fornire presto anche sondaggi e chissà quante alte cose ancora dovremo scoprire. Già da qualche tempo anche la nostra posizione geografica è diventa di interesse di Facebook e di altri colossi del mondo del web. Vi ricordo che una nuova direttiva europea sancisce che i dati di geolocalizzazione sono a tutti gli effetti dei dati sensibili, attenti quindi anche alle foto che inserite su internet poiché alcune macchinette di ultima generazione compresi i telefonini inseriscono tag di geolocalizzazione nelle foto che scattate.

Non solo “condividi” e “mi piace”.

Questo strumento se usato bene può portare dei benefici a tutti noi poiché ci da la possibilità di poter in qualche maniera interagire con centinaia di persone contemporaneamente e apparentemente senza censure (ci sarebbe molto da dire a tal proposito ma prendiamo per buona che i messaggi non vengano filtrati), in questa maniera si può restare in contatto anche a distanza di centinaia di chilometri, organizzarsi, invitarsi ad eventi e quant'altro. Condividere dei documenti in rete o delle risorse è di una semplicità estrema e questo non può far altro che aumentare le nostre risorse intellettuali e migliorare la nostra opportunità di scelta.

 

Come proteggere i nostri figli dalla rete ?

Io sono del parere che ogni cosa ha un tempo. Bene l'utilizzo del computer ma, se non possiamo seguire il bambino mentre naviga, limitiamo internet fino ad una certa età. Inoltre possiamo adoperare dei programmi di parental control che pur non garantendo una sicurezza al 100%, quantomeno per i meno smanettoni risulta una barriera efficace contro contenuti vietati ai minori. La cosa che invece ritengo molto importante è insegnare ad usare questo strumento come oggetto di lavoro e di svago e non solo di gioco. Internet farà parte della vita di tuo figlio che tu lo voglia o no, per questo bisogna insegnargli ad adoperarlo nella maniera più appropriata ed inculcargli una visione diversa da quella che oggi viene proposta.

video2

Alcuni link interessanti visionati durante il talk:

http://www.facebook.com/policy.php ---   http://www.facebook.com/help/new/?page=937 ---   http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=c_data_request

 

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